zum friseur | dal parrucchiere

 

RIFATTA-2

Lo so che il problema del parrucchiere può sembrare un po’ frivolo o quantomeno può non rappresentare il primo problema che ci si pone quando si cambia città.
Eppure anche il parrucchiere può diventarlo _ un problema _ quando il proprio figlio, diciottenne, ti guarda attentamente, strizzando gli occhi cerulei, belli ma un pò miopi, fissandoti all’altezza dell’attaccatura dei capelli e ti dice, così, candidamente: “hai un bel po’ di ricrescita”.
In un istante tu ti rendi conto che devi, nell’ordine, trovare un parrucchiere decente, spiegargli che vuoi fare il ritocco, spiegargli il colore che vuoi ottenere.
Il piccolo problema è che tutto ciò deve avvenire in tedesco!
E poi, mi sono chiesta, ma dove mai si è visto un diciottenne che si accorge della ricrescita! Devo essere proprio ridotta male.
Comunque non sono tipo da abbattersi molto facilmente. Così ho messo in moto le mie solide quanto, per adesso, sparute amicizie “tedesche” e mi sono avventurata da Alexander, parrucchiere a due passi da casa, suggeritomi da Cristina.
Sono passata per prenotare. Impossibile, a Monaco, riuscire a farsi una piega senza aver prima prenotato. Sono passata per essere sicura di capire giorno e ora dell’appuntamento. Di solito basta una telefonata!
Il grande giorno, prima di andare all’appuntamento, mi sono preparata. Ho studiato tutti i vocaboli che pensavo mi sarebbero serviti: riga, ritocco, piega…Mi tranquillizzo solo sapendo di poter contare sulla app Leo, valido traduttore di cui faccio largo uso da quando sono su e giù per Monaco e che consiglio vivamente a chiunque debba muoversi in territorio nemico!

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Lui, Alexander, era lì ad aspettarmi. Non alto, ma nemmeno troppo basso, capelli mesciati, grandi mani tozze e un viso tondo, sempre sorridente. Molto simpatico, tombeur des femmes _ almeno così si sussurra _ Alexander parla. Parla sempre.
Tenta di parlare anche in italiano, pescando qua e là, nella sua memoria, le riminiscenze di una lingua vacanziera. Vacanze a Lignano e in Val Badia _ mi dice orgoglioso.
Ma poi nella foga torna al tedesco.
E tra una chiacchiera e l’altra in un tedesco _ il mio _ che assomiglia molto più a quello di Trapattoni che a quello di un autoctono, riesco comunque a far capire ad Alexander il colore di capelli che voglio, la piega che voglio e, in un impeto di coraggio, il taglio che voglio.
Esco piuttosto soddisfatta, sia per il risultato sia per il mio tedesco.
Esco con la consapevolezza che, oltre che un’ora dal parrucchiere, seduta su una comoda poltroncina che massaggia la schiena, quella da Alexander è anche una buona e piacevole ora di conversazione in tedesco.

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Alexander Weber
Friseurmeister
0049 0172 / 921 81 63
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