cinema | still life

di Sarah Gherbitz

Dal 12 dicembre arriva nelle sale la nuova commedia molto britishStill Life”, che è stata presentata con successo alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia dove ha vinto il Premio Orizzonti per la Miglior Regia.Protagonista nella South London dei nostri giorni è John, un impiegato del Comune incaricato di trovare il parente più prossimo di coloro che sono morti in solitudine, lavoro che svolge con estrema cura, tanto da averne fatto il centro assoluto della sua vita. Quando il reparto viene ridimensionato a causa della crisi economica, John dedica tutti i suoi sforzi al suo ultimo caso, che lo porterà a compiere un viaggio liberatorio e gli permetterà di iniziare ad aprirsi alla vita.
Alla regia troviamo Uberto Pasolini, ex bancario ormai completamente convertito al cinema, conosciuto soprattutto come produttore di “Full Monty-Squattrinati organizzati”, campione d’incassi poi diventato un musical rappresentato con enorme successo sui palcoscenici di tutto il mondo. Da regista aveva esordito nel 2007 con “Machan-La vera storia di una falsa squadra”, commedia su un gruppo di singalesi che si finge una squadra di pallamano per riuscire ad entrare in Germania quando viene respinta la loro richiesta di visto, vincitrice di numerosi premi della giuria e del pubblico nei festival internazionali di cinema.

Come avviene ormai sempre più di frequente, “Still Life” si ispira a fatti e persone reali, e nasce dalla curiosità del suo autore per un mestiere poco noto, ovvero organizzare il funerale di persone che muoiono senza lasciare nessuno dietro di sé. “Mentre scrivevo la sceneggiatura mi sono sentito in colpa di non conoscere i miei vicini di casa e la mia comunità locale”, spiega il regista. “E per la prima volta sono andato alla festa di strada del mio quartiere, sentendo il desiderio di partecipare a quel piccolo tentativo di creare un legame tra vicini”.
Nel ruolo principale c’è il pluripremiato Eddie Marsan, uno degli attori più rispettati della sua generazione, che ha lavorato con alcuni dei maggiori registi cinematografici, tra cui Martin Scorsese, Steven Spielberg, Mike Leigh e Bryan Singer. E’ anche merito suo se il film, nonostante il tema della solitudine, resta sempre in perfetto equilibrio tra commedia brillante e dramma, rivelando la capacità di affrontare un argomento non proprio di appeal per il grande pubblico in maniera delicata e poetica.

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