dicembre | MASSIMILIANO FORZA

TIPS

“Il Barozzi preparava sempre una tipica minestra triestina, la jota. Se non era stagione optava per l’insalata russa. Ma come diceva lui “el clima de London va sempre ben, per la jota”. Terrano e Malvasia, strudel e putizze non mancavano. Io, oltre a portare delle birre, già dal primo pomeriggio ero lì ad aiutare il Barozzi a preparare la jota….” da “Triestiner, storie di triestini che vivono a London”  Romanzo

Massimiliano Forza è nato a Trieste nel 1966, musicista prima ancora che scrittore è autore di musiche di scena per i più importanti teatri italiani. In campo letterario a esordito nel 2001 con Antifurti Psicologici (Piemme, finalista Premio Chiara 2001). Nel 2003 ha pubblicato “Verso dove” (Fernandel) e “Lettera ad un’amica” ( Artè). Con “No Family man” (Traven Book, 2007) ha ottenuto una menzione speciale al Premio letterario internazionale Scritture di Frontiera dedicato ad Umberto Saba.
Ha soggiornato per lunghi periodi a Roma e Londra. Attualmente vive a Trieste.

Jota
Ingredienti
(per 12 persone)
½ kg di fagioli borlotti secchi
4 patate medie
1 carota
1 gambo di sedano
1 kg di capuzi garbi
4 etti di costa di maiale affumicata
2 salsiccie nostrane di maiale
3 etti di pancetta affumicata
4 spicchi d’aglio
4 foglie d’alloro
olio d’oliva q.b.
sale e pepe q.b.

Preparazione
Mettete i fagioli in ammollo in acqua per una notte. Nella stessa pentola, senza cambiare l’acqua, aggiungete le patate pelate, la carota, il sedano, le salsicce e la costa di maiale affumicata, quattro cucchiai d’olio di oliva, sale e pepe. L’acqua deve coprire abbondantemente il tutto . Fate andare finchè i fagioli non si disfano (ca. un’ora e mezza) a fuoco lento. Nel frattempo cuocete i capuzi. Mettete a rosolare lentamente in una grossa casseruola abbondante olio d’oliva, quattro spicchi d’aglio interi e il pezzo di pancetta tagliato in quattro pezzi. Quando l’aglio avrà preso colore, schiacciatelo sul fondo della casseruola, rigiratelo nella pentola e toglietelo. A questo punto aggiungete i capuzi, senza lavarli, quattro foglie d’alloro e  regolate di sale e pepe. Coprite con 1 litro e mezzo d’acqua e portate ad ebollizione, mescolando di tanto in tanto. Abbassate la fiamma, coprite e lasciate bollire per tre ore circa. Di tanto in tanto mescolate e dopo due ore di cottura aggiungete due cucchiai di cumino. Le patae ed i fagioli intanto aspettano e si chiedono “cosa farai di noi?”… Con un grosso cucchiaio da portata togliete e mettete da parte cinque cucchiai di fagioli, le patate, le salsicce e la costa affumicata. Frullare il resto dei fagioli, carota e sedano (anche con il mini pimer ad immersione). Dovrà risultare una crema. Schiacciate grossolanamente le patate su un piatto con una forchetta ed aggiungetele alla crema di fagioli con i fagioli e la carne messi da parte. Portate ad ebollizione ed aggiungete con un mestolo i crauti con la pancetta. La mia amica Antonella, che mi ha fornito la ricetta e che secondo i miei figli cucina una jota “magica“, raccomanda di non essere “timidi”con i capuzi: si devono vedere e sentire bene sotto il palato! Fate andare il tutto per circa una mezz’ora per “sposare” tutti i gusti.
Infine, mi dice Antonella, “devi avere la forza di coprire il tutto e mangiarla il giorno dopo. Il segreto è tutto lì!”

Vino: Terrano 2007 di Kante

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