pasticceria sonia

Ci ero passata davanti un migliaio di volte e non l’avevo mai notata.
Fino a quando, a casa di una carissima amica, ho mangiato un dolce, una delizia, una chicca triestina per pochi intenditori: il macaron  _ che, si badi bene, non ha nulla a che spartire con i più famosi, oggigiorno molto in voga, macarons di origine francese,  pasticcini color pastello a base di meringhe, farciti di crema.
Il dolce in questione ha tutt’altra forma e colore, ma nulla da invidiare ai succitati in tema di bontà, ed è fatto di nocciole, noci e e non so dirvi di che altro: una vera delizia del palato, secondo una ricetta che si tramanda da pasticcere a pasticcere, ma introvabile sia sui vari libri di cucina triestina che sul web,  eccezion fatta per un ricettario di dolci, manoscritto appartenuto alla famiglia Veneziani _ moglie di Svevo_ che il mio amico Simone Volpato ha scovato in una delle sue ricerche e che tiene in bella vista, aperto proprio sulla ricetta del macaron nella sua libreria antiquaria, Drogheria 28 _ di cui a breve vi racconterò.


Ebbene, questo magnifico dolce è la specialità della piccola e semplice _ ma piena di leccornie_ pasticceria Sonia in via Santi Martiri 8/a a Trieste.
Da che l’ho scoperta non l’ho più lasciata.
Quando ci si entra si viene avvolti da  un buon sapore di dolci appena sfornati, di biscotti, di farina.
Da dietro il banco spuntano gli occhi sempre sorridenti di Sonia, che gestisce questo laboratorio insieme a Mauro, il deus ex machina di tutto il ben di Dio che si vede sul banco.


Quando arrivo Mauro esce, curioso, dal retrobottega dove sta infornando. “ Ho deciso di aprire questo posto quando la pasticceria di via Coroneo in cui lavoravo ha chiuso i battenti. Non era ancora tempo per smettere di lavorare. Ho trovato il posto giusto per la pasticceria proprio sotto casa, ho convinto mia moglie, che non aveva mai lavorato, a stare al banco e abbiamo aperto_  mi dice Mauro, nella sua tenuta bianca, da pasticcere, con una punta di orgoglio.


La Sacher fatta senza burro e senza farina adatta anche i celiaci, le brioche calde che vengono sfornate ogni mattina, la Rigojancsi_ “si scrive così” _  ci tiene a dirmi Sonia_  torta ungherese oramai fatta propria dalla tradizione triestina, gli strudel dolci e salati _ di cui faccio largo uso per le mie cene! _  i moscoviti, speciali biscotti, anch’essi senza farina, invenzione di Mauro: tutto qui è un attentato alla dieta.
Mentre fotografo Mauro mi spiega la sua filosofia. “Produco secondo la stagionalità: i presnitz e le putizze solo per Natale e Pasqua, le Pinze solo a Pasqua e le favette solo in novembre, per i morti. In questa stagione, con le susine  faccio gli gnocchi. Mi piace mantenere le tradizioni, anche a scapito dell’aspetto commerciale.”
Chiacchieriamo amabilmente, mentre noto Sonia che mi prepara un vassoietto con un pezzo di macaron, un pezzo di strucolo – id est strudel_ di ciliege  e qualche moscovita da portare a casa. “Li porti ai suoi bambini, apprezzeranno!” Non so se arriveranno, alla faccia della dieta!


La pasticceria Sonia è aperta tutti i giorni, tranne il lunedì e la domenica  solo la mattina _ con pane fresco!

Pasticceria Sonia
Via Santi Martiri, 8/A
34123 TRIESTE (TS)

Da un pò di tempo Mauro ha deciso che la sua anca si deve riposare. Cosi la Pasticceria Sonia è aperta solo la mattina fino alle 13, 13.30

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